lunedì, 25 febbraio 2008, 17:45

Dopo una lunga e attenta analisi sociologica e tecnica, nonché un'intensa e proficua meditazione interiore, oltreché, infine, un lavoro di equipe meticoloso, e puntuale, ho ultimato il progetto cui ho dedicato questi estenuanti e lunghi tre giorni, e insomma, per farla breve, mi sono regalata un DOMINIO per il blog. Cioè, non me lo sono proprio regalato da sola, ma non sono qui per sottilizzare.

Son qui per comunicarvi che finalmente sposto il blog su un dominio tutto mio. Non un nuovo blog, ma questo stesso blog (quindi post, commenti, link, e mandy) si TRASFERISCE all'indirizzo

 www.achiarelettere.com

vi aspetto tutti, in casa mia! E stavolta posso proprio dirlo!

P.S. ricordatevi di aggiornare il link!

 

 


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: comunicazioni di servizio, eventi
domenica, 24 febbraio 2008, 22:44

Grande fermento in corso per A Chiare Lettere in questi giorni.

Ci sono grosse novità in arrivo, alle quali lavoro da venerdì sera insieme all’insostituibile supporto di Novecento.

Non anticipo nulla, voglio solo avvertirvi del fatto che nei prossimi giorni il blog potrebbe essere “instabile”, proprio per via di questi lavori in corso. Non fateci caso, e soprattutto non preoccupatevi,  si tratta di un passaggio obbligato ma di breve durata prima della.. novità..

 

Prossimamente su questi schermi!


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: comunicazioni di servizio, eventi
venerdì, 22 febbraio 2008, 11:42

Sottotitolo: il vantaggio di avere almeno due blog è che puoi riciclare i vecchi post

Svolgimento

(rivisto, corretto e dekappizzato)


"prospettando l'incauta profilassi mnemonica, il substrato incognito brandisce, irridendo i latrati intrinseci che adducono gli autunni all'estasi"

 

Questa ‘perla’ me la fece leggere una persona che conoscevo tempo fa, ed io la conservo da allora perché trovo che sia una chicca sfolgorante su un certo uso dell'italiano.

Spesso ci lasciamo "intimorire" dal parlare aulico di certe persone, dal riverbero di paroloni e dal suono “difficile” di frasi che ci incutono riverenza aldilà del loro significato, per il fatto stesso che non capiamo quale arcano messaggio si celi dietro cotanto “bel parlare”.

Certo è che di gente che stupra l’italiano ne esiste parecchia,  ma questa frase mi è cara proprio perché dimostra brillantemente che a volte anche usando parole importanti, e costruendo una sintassi non semplice ma corretta, non significa che non si stiano comunque dicendo fregnacce, e se non riusciamo a capire è solo perché, come in questo caso, non c'è proprio un bel niente da capire.

Power of suggestion…


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: riciclaggio pulito
mercoledì, 20 febbraio 2008, 23:14

La musica enfatizza le parole,

o sono le parole che danno

maggior vigore alla musica?

 


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: sproloqui, sclero, massimi sistemi

“Esiste una storia nella vita di tutti gli uomini” recitava Shakespeare.

La mia storia è indissolubilmente legata alla città di Arezzo; è la città che ha segnato il mio passaggio all’età adulta. E’ la città che ha segnato il mio passaggio all’autonomia. E’ Arezzo, la madre della persona che sono oggi. Degli amori che moriranno solo quando morirò io.

Arezzo è la città che ha fatto da palcoscenico alla mia vita nei momenti cruciali, quelli veramente indimenticabili, quelli che più sento somiglianti a me. Quelli che attraverso di lei io non perderò mai. I vicoli, il brusio di fondo, il folclore, le fiere, i costumi, le voci.

Arezzo è la mia visione più concreta, il mio tempio di forza. Arezzo mi ricorda chi sono, mi rincuora, mi conforta, mi abbraccia. Mi ama. Ed io amo lei. E’ la mia migliore amica, Arezzo, quella che se anche tutto crollasse, lei sarà li per me. Sempre.  E’ il mio grande amore Arezzo, quello che potrebbe esplodere il mondo, ma lei sarebbe sempre forte e brillante. E’ la parte migliore di me Arezzo.

L’inizio, il baratro, il rifugio, il porto sicuro. La mia casa immaginaria e reale.

Distruggete il mondo, bruciate le case, profanate le tombe.

Arezzo custodirà la mia essenza.

Per sempre.


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: serius materials
martedì, 19 febbraio 2008, 00:17

L’era della comunicazione via internet ci ha modificati, è sotto gli occhi di tutti: gli approcci sessuali, gli scambi confidenziali, perfino il rapporto con noi stessi, in certi casi, cambia.

Le chat, i forum,  i vari messenger, i blog, i social network tutti, e le dinamiche ad essi collegate, si sono infrante come onde distruttive sul nostro secolare patrimonio comunicativo, ci hanno proiettato verso nuove simbologie, nuovi codici, nuove etichette, regole, linguaggi abitudini …

Ci parliamo da una parte all’altra del mondo come fossimo seduti alla stessa tavola o distesi nello stesso letto, ci guardiamo negli occhi  da posti distanti chilometri; vogliamo ridere? Vogliamo comunicare tristezza? Stizza? Rabbia? Amore? Dubbi? Incertezze? Perplessità? C’è un’emoticon per ogni evenienza, e non ci sentiamo più neanche tanto stupidi a scrivere un “ahahaha”, un LOL, un “Rotfl”, un “asd” e chi più ne ha più ne metta.

Una vera rivoluzione che agisce nell’ambito dei rapporti umani, insomma, con gli altri, ma anche con se stessi in fatto di espressione da un punto di vista qualitativo, nel doppio significato di qualità =” modo di”, e qualità = ”spessore di”, perché diciamolo, senza metterci la faccia è tutto più facile fin dai tempi in cui si mollava il moroso per telefono piuttosto che di persona.

 

Ora, di tutti questi strabilianti strumenti offerti da mamma “tecnologia web2.0”, e credo di averne sperimentata una buona quota, ce n’è solo uno che non mi si confà ancora del tutto: il Twitter. E vi spiego anche perché: passi il fatto che tra gli iscritti ci siano persone che, con una frequenza che oserei definire ad intermittenza,  tipo lucine di natale per intenderci, ti tengono informato su tutto, ma davvero tutto quello che stanno facendo; esempio: pincopalla si sta vestendo; pincopalla si sta mettendo le scarpe; pincopalla si sta allacciando le scarpe; pincopalla ha fatto male il fiocco quindi slaccia le scarpe; pincopalla si riallaccia le scarpe; pincopalla osserva il nuovo fiocco; pincopalla è contento dell’allacciatura delle stringhe; pincopalla slega e riallaccia anche l’altra scarpa per farla uguale.. e così via, fino a che pincopalla non annoda l’ultimo laccio della sua giornata, che tu speri sia un cappio. Dicevo, passi questo uso ossessivo compulsivo, che del resto non è un fatto nuovo ed è riscontrabile, mediamente, anche nell’uso di altri strumenti; ma c’è una cosa, su tutte, che proprio non riesco a  metabolizzare: l’uso imposto, pare dalla “twitter-netiquette”, della terza persona. La terza persona per parlare di me. Ecco, io ad usare la terza persona quando parlo di me non ci riesco. Funziona bene nelle chat, la simulazione della terza persona, (il comando /me action, per intenderci), perché spezza un discorso, si frappone enfaticamente, è funzionale a rendere meglio una battuta in un determinato contesto e soprattutto è occasionale; ma parlare in terza persona, indiscriminatamente, a prescindere, sempre e comunque, no, non mi riesce!!

IO, che proprio grazie a questa nuova forma di comunicazione sono finalmente libera di dar libero sfogo al mio EGO smisurato; IO, che anche si trattasse di un mio idolo intellettuale, ucciderei se lo sentissi riferirsi a sé come fosse un altro; IO che quando esprimo il più cretino dei concetti un po’ per correttezza, ed anche, diciamolo, un po’ per compiacenza, non mi esonero mai dall’uso del “secondo ME”; IO che parlerei tutt’al più usando il NOI, per riferirmi a ME STESSA; IO; A ME; MI. E' una questione di coerenza, cribbio.

 

ohhhh… adesso che si è sfogata, teiluj vi saluta e vi augura la buonanotte (…)


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: sclero, massimi sistemi, societĂ  e cultura
domenica, 17 febbraio 2008, 19:03

La domenica è un giorno un po’ strano: benché finalmente liberi dagli impegni settimanali, grava per tutto il tempo, come un macigno sulla noce del collo, il pensiero del lunedi alle porte, per altro, con l’alto rischio che questa assurda distrazione comprometta anzi tempo l’umore; ché lunedi non è mica oggi.. perché pensarci?

Ebbene, generosa e amorevole sì come sono, ho ragionato a lungo su questa triste condizione che attanaglia, presumibilmente, una discreta percentuale di lettori, e ho al fin deciso che mio dovere di blogger è anche prendermi cura dei vostri umori, perché vi voglio felici, sereni, possibilmente euforici.

Eccovi dunque la ricetta della felicità domenicale. Se ne consiglia l’uso prolungato:

 

You are the first, the last, my everything – Barry White;

Crazy – Gnarls Barkley;

Walkin’ on the sun – Smash Mouth;

Grace Kelly – Mika;

Feel good inc – Gorillaz;

Get Off – The Dandy Warhols;

Soul Bossa Nova – Quncy Jones;

Misirlou Dick Dale;


Per risultati ottimali alzare il volume delle casse.

Se state ancheggiando sulla sedia, la cura ha fatto effetto.

Se non vi scappa nemmeno un accennato dondolio, forse dovreste rivedere qualcosa nella vostra vita!


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: consigli appassionati
sabato, 16 febbraio 2008, 18:59

(AGI) - Roma, 14 feb. - Serve il numero chiuso all'università - dice Pieferdinando Casini - parlando durante la trasmissione di Santoro, Annozero - perché la selezione e il merito danno più opportunità ai giovani".

Ecco, quello che mi domando è: più opportunità per quali giovani? Quelli che riuscirebbero ad entrare comunque grazie a parentele illustri, o  quelli che invece resterebbero fuori a prescindere?


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: attualitĂ , societĂ  e cultura, serius materials
giovedì, 14 febbraio 2008, 15:49

Direttamente dal mio cellulare:

 

“Buon San Valentino tesoro! Mi manchi!”

“Anche tu mi manchi! Buon San Valentino anche a te amoruccio"

 

Ecco uno dei tanti vantaggi dell'essere donna: poter scambiare con la tua migliore amica messaggi del genere senza essere considerata lesbica


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: donne, così è la vita, società e cultura, serius materials
mercoledì, 13 febbraio 2008, 13:07

Son due giorni che, a causa del ping-pong di influenza che stiamo giocando, io e il mio Lui trascorriamo tutto il tempo in casa insieme. Facciamo tutto insieme: ci misuriamo la febbre, guardiamo  C.S.I., mangiamo, ci misuriamo la febbre, ci accoccoliamo sul divano, ci misuriamo la febbre, parliamo, ridiamo, stiamo in silenzio. Ieri mattina dopo esser passata in farmacia per far rifornimento di sciroppo e aspirina mi sono anche fatta un regalo: ho preso un caffè e un cornetto al bar per lui, che era ancora a letto. Per me è bellissimo tutto ciò, tanto che proprio ieri sera, a fine giornata, a letto accanto a lui, pensavo.

Si, pensavo, punto.

Come sarebbe a dire la frase è incompiuta?!

Ho detto che “pensavo”. Mi pare già un ottimo traguardo, no?

(e mica posso sempre dirvi tutto...)


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: sproloqui, karma, così è la vita, serius materials
giovedì, 07 febbraio 2008, 23:58

Avete mezz’ora di tempo?

Mezz’ora si, minuto più minuto meno, perché quello che vi propongo stasera non è il solito post “cazzone” alla Teiluj, no.

Quello che vi propongo (o propino, fate vobis) sono 26 minuti di musica; non una musica qualsiasi, no no, niente Daniele, Battisti, Lorenzo, le urla di Prince,  i Police .. (Sto citando Silvestri, i fan più accaniti l’avranno capito, MA).. la citazione è casuale, direi estemporanea, arriva per un pura assonanza, nulla di più, perché in realtà non è nemmeno di lui che sto parlando..no..

 

Calma, non abbiate fretta di capire.. andiamo per gradi:

 

E’ sera, la città dorme.. notte fonda sarebbe ancora meglio. Avete vicino i vostri pensieri, il tepore dell’intimità con voi stessi, e davanti agli occhi Mandy: carina eh? Solare.. avvolgente.. rilassante.

Non ridete, non scherzo. E non aspettatevi la battutona finale.

Ve l’ho già detto.

Non ci sarà.

Ci siete solo voi.. le vostre cuffie (è tardi.. non vorremmo svegliare nessuno per la musica troppo alta) e questo magnifico pezzo.. Ecco, mettetevi comodi, chiudete gli occhi.. alzate il volume in cuffia, e lasciatevi catturare..

 

"Keith Jarrett

The Köln Concert

part I"

(clicca)

goduria dei sensi...


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: citazioni, arte e letteratura, karma, societĂ  e cultura, serius materials
mercoledì, 06 febbraio 2008, 20:16

Come avrete capito dal bannerino prontamente esposto in alto nella barra a sinistra, ho vinto gli z-awards. “E lo dici così?” direte voi. E lo dico così si, rispondo io, perché in realtà non ho proprio vinto, sono arrivata terza. “E ti pare poco?” direte voi. E mi pare che non ho esattamente vinto, dico io, saputelli che non siete altro! Cioè, ok, ho avuto 80 voti sui 352 espressi per la mia categoria, 4 di scarto dal secondo e 13 dal primo, mentre il quarto posto conta la metà dei miei, però sono arrivata terza, e quando uno vince arriva primo! Dunque io ho quasi vinto, per cui sono quasi soddisfatta, e non pienamente soddisfatta, diciamolo. Che se uno concorre per vincere ambisce al primo posto, se è ambizioso, mica dice “speriamo che arrivo terzo”; avete mai sentito dire a qualcuno “speriamo che arrivo terzo”? Ecco, nemmeno io!

 

Comunque, un grazie enorme lo devo a tutti quelli che mi hanno votato, che meritano di essere citati uno per uno. Tutti e ottanta:

 mamma, papà, zio Mario, zia Antonella, zio Mimmo, zio Paolo, zia Rosa, zia Anna, zia Concetta, zio Ernestino, zia Luisa, zia Gemma, zia Franca, zio Pino, zia Marisa, zia Liliana, zio Elio, zio Antonio, zio Gianni, zia Pina, zio Mauro, zia Letizia,  zio Fortunato;

 i miei cugini: Simone, Serena, Massimo, Alessandro, Stefano, Carla, Laura, Annalisa, Matteo, Gabriele, Rosario, Lucrezia, Sara, Ilaria, Giulia, Daniele, Rosalba, Francesca, Barbara, Giacomo, Gaia, Daniela, Pamela, Paola, Paolo;

 i miei vicini di casa, che mi hanno prestato la connessione internet  perché potessi votarmi da sola con un ip diverso: la signora Clara del primo piano, i coniugi Bianchini del secondo, la vedova Maria del terzo, il signor Leonardo del quinto e la portinaia, Domenica;

mio cognato Andrea e i 20 della sua squadra di calcio giovanile (che non cito perché minorenni), spontaneamente sottomessa;

Luigi il fornaio, Roberto il salumiere, Annibale il macellaio, Piero il postino, Ferdinando l’idraulico, Daniele il parrucchiere, Cristina, Luana e Carmen  del centro estetico;

e infine i miei fratelli: Davide, Umberto e Marco.

 


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: comunicazioni di servizio, eventi, sproloqui, sclero, massimi sistemi, così è la vita
lunedì, 04 febbraio 2008, 23:20

Poi fece notte
due sedie di legno
sulla luna
sulle sedie
loro due
scalzi
l’uno di fronte all’altra
toccandosi appena
gli alluci.

Erotica - Ghiannis Ritsos

 

Niente, è che ho preso l'influenza. Di nuovo. Per la terza volta.  
Leggo poesie per sedare la voglia assassina che sento ad ogni crampo allo stomaco.

C'è un esorcista in sala?

mi accontenterei anche di un medico..


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: citazioni, sproloqui, sclero, arte e letteratura, così è la vita
venerdì, 01 febbraio 2008, 18:29

E' che a me, l'attesa mi stressa...

ansia d'attesa


in fede, Teiluj
link | (a discesa) | (popup)
categorie: sproloqui, sclero, massimi sistemi, societĂ  e cultura

blogger
Questo Blog si vede bene con Internet Explorer, Opera e Firefox. Questo Blog consiglia e raccomanda Internet Explorer come unico browser intelligente ed obbediente! Un ringraziamento particolare a N0vecento per avermi aiutato a domare i browser stupidi


Z-Blog Awards, Sw4n powered: Winner


oppure
aggiungimi al tuo iGoogle!



follow me

Frasetta di oggi


Non vorrete andar via senza lasciare neppure un commento, vero?



Ma guarda come passa velocemente il tempo...

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
vecchio blog


Hey! Credevo di essere sola qui dentro!


Ma non sono proprio carine queste cosette?



non mi chiedermi
( Paola Cortellesi )

my photogallery
myPhotos

scrivilo a chiare lettere!
clicca sul banner per prelevare il codice


1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri.

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

7. Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

9. Non generalizzare mai.

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”

12. I paragoni sono come le frasi fatte.

13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

14. Solo gli stronzi usano parole volgari.

15. Sii sempre piĂą o meno specifico.

16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.

17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

19. Metti, le virgole, al posto giusto.

20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.

22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?

24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.

26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.

30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.

31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.

33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.

35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.

38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.

39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.

40. Una frase compiuta deve avere.

Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Bompiani 2000



Ma che fai, tocchi??

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder


BlogItalia.it - La directory italiana dei blog


Torno dopo la pubblicitĂ ...


Chi vuol Dio se lo preghi

Acquista il nuovo splendido libro di vignette di PV64!
Prefazione di Claudio Bisio

Questo blog non è un essemmesse!

View blog authority

Add to Technorati Favorites

Blog-Show la vetrina italiana dei blog!


Googlerank, pagerank di Google

Pop3 Smtp


E questi chi sono???

Hey, chiamate aiuto!
*loading* sconosciuti si sono intrufolati nella mia stanza!
PiĂą
in arrivo!!